venerdì 23 aprile 2010

Prova di Evacuazione

Al Direttore della CTP Roma

-SEDE-

Al Rappresentante dei Lavoratori

per la Sicurezza - SEDE-

A questa O.S. Cobas corre l’obbligo (veggasi clausola più sotto) di porre in via d’urgenza all’attenzione della Direzione – dandone nel contempo notizia al Rappresentante–Rls perché segnali la situazione di pericolo agli organismi paritetici – che, secondo le disposizioni del D.lgs. 81/08, il personale della Ctp di Roma, nonché gli addetti alle emergenze, dovrebbero mettere in pratica le procedure di evacuazione che dovrebbero essergli state fornite, sia mediante la formazione ed informazione, sia partecipando periodicamente cioè almeno una volta all’anno, ad una esercitazione pratica degli scenari di emergenza, con particolare riferimento alla prova di evacuazione antincendio.

Ciò in considerazione che nell’ufficio è tuttora gravante un sensibile carico d’incendio dovuto alla notevole mole di documenti non correnti e materiale cartaceo in genere ancora distribuito nell’ ambiente di lavoro non solo negli archivi propriamente detti ma in qualche caso accatastato anche dove non dovrebbe, p.es. stanze di lavoro, locali antibagno, rampe di scale, ecc.

Nell’apposito registro allegato al Documento della Sicurezza 2008 non c’è traccia di alcuna simulazione pratica di emergenza precedentemente svolta, pertanto, a tutela dell’integrità fisica dei lavoratori e di tutti gli utilizzatori dei locali della Ctp, vista la richiesta periodicità annuale di svolgimento della prova, questa o.s. rappresenta alla Direzione la necessità di predisporre urgentemente la predetta esercitazione affinché i lavoratori possano mettere in pratica le istruzioni cui attenersi in caso di emergenza, ovvero nel caso in cui si verifichi una situazione di grave ed imminente pericolo per le persone, le strutture e/o l’ambiente.

Roma, 29.03.10

p/ Cobas P.I. Finanze CC.TT.

Comitato di Base Ctp Roma

La presente è formulata, ai sensi dell’art.20 c. 2, lett.“e”- Obblighi dei Lavoratori - per: “(…)segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l’obbligo di cui alla lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;”

Le Disparità di Salute correlate al Lavoro

Le disparità di salute correlate al lavoro in genere sono in gran parte disuguaglianze sociali, ma esistono anche disuguaglianze di salute più specifiche correlate all'occupazione. Queste ultime sono il tema di molte ricerche nell’ambito particolare delle differenze negli esiti di salute dovuti alle condizioni di lavoro.
Focalizzando l’attenzione verso la popolazione lavorativa trascurata e poco servita quale quella con organico sottodimensionato, nella fattispecie quella dei lavoratori del front-office della Ctp di Roma, costretti da tempo indefinito a lavorare in condizioni di stress nocivo, ne va segnalato l' impatto maggiore delle malattie e del conseguente assenteismo rispetto alla popolazione lavorativa degli altri settori della Commissione. Questa o.s. segnala pertanto sia l’esclusivo impiego di alcuni gruppi di lavoratori in occupazioni ad alto rischio sia la presenza di fattori di rischio aggiuntivi fra cui l’atteggiamento discriminatorio.
Va pertanto sottolineata la convergenza tra lo stato di salute generale più carente e le occupazioni a rischio più elevato, quale quella relativa al front-office che suggerisce un bisogno urgente di riequilibrio degli organici tra i settori della commissione.
Sarebbe auspicabile una maggiore concretezza per una più ampia sorveglianza nel campo delle disuguaglianze di salute in grado di indagare il contributo delle esposizioni lavorative nel contesto delle disuguaglianze dovute alle condizioni di lavoro, e di una modifica del disegno organizzativo dei settori di lavoro.
La riduzione delle diseguaglianze di salute nei lavoratori della commissione, al fine di evitare che alcuni lavoratori si ammalino più di altri per cause ampiamente prevenibili è indubbiamente uno degli obiettivi del presente documento che questa o.s. Cobas chiede con forza e ostinazione e su cui si auspica un urgente intervento dell’amministrazione in collaborazione con gli organismi paritetici, richiamandosi alle disposizioni della normativa sulla prevenzione della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Roma, 25.3.2010
p/Cobas P.I. Finanze CC.TT.
Comitato di Base CTP Roma

Cronaca di una mattina di ordinaria routine

Esperimenti sociali: metti di venerdì mattina in una fila alla Ctp di Roma

Cosa fare se dovete ritirare la copia di una sentenza alla Commissione Provinciale? Portatevi un libro o una rivista! O in alternativa osservate con occhio vigile e udito (neanche troppo fino) quello che accade intorno a voi. Potreste anche risparmiare sul cinema o sul teatro!

Sono alla Ctp di Roma. Sono arrivato alle 8.30. E’ venerdi. Più o meno sospetto cosa mi aspetta. Poiché la coda è di 30 persone (c’è sempre più gente negli ultimi tempi!): le persone si lamentano, sbuffano, parlano da sole. Altri danno consigli al malcapitato di turno su come risolvere i problemi dell’inefficienza della Pubblica Amministrazione (più o meno come facciamo noi uomini che ci crediamo allenatori della nazionale durante gli Europei o i Mondiali).

Qualcuno è decisamente proattivo: si fa dare il numero di telefono o quello della stanza del Direttore per esporre le proprie lamentele. Io l’ho già fatto una volta. Ho la sensazione che non sia servito a niente….
C’è anche chi alle 9.01 sbraitando entra nella stanza dell’Uap chiedendo quando si cominci. Dietro di me due si lamentano a tema libero. Non mancano persone anziane ed extracomunitari. Quando si dice luoghi di aggregazione intergenerazionali e interrazziali!

Tra chi non è convinto che il numeratore non funzioni e chi sospetti che gli impiegati siano restii a premere il tasto di chiamata si avvicina finalmente il mio turno. Ora che mi avvicino alla porta dell’Uap noto un foglio di carta che riporta, in grandi caratteri, che “per il ritiro delle copie è necessaria la delega e la copia del documento del richiedente”. Meno male che non mi riguarda. Non l’avrei presa bene….come il signore che esce urlando per il disappunto perché pretendeva la copia ugualmente senza i documenti.
Alcuni dietro di me, nel frattempo parlano e parlano lamentandosi che nel terminale non c’è collegamento e non hanno potuto avere le informazioni che richiedevano.“Come sempre del resto”. E’ il commento d’occasione.…..

Nel frattempo si respira aria di linciaggio verso gli impiegati: chi sbaglia? Boh. Questo non doveva essere il paese degli impiegati felici che potevano anche assentarsi dal lavoro per fare la spesa e le commissioni? Qui, nonostante le regole siano regole, vedo invece che non possono assentarti per fare pipì (e visto che nessuno li sostituisce ci pensano un paio di volte prima di andarla a fare per non passare tra le forche caudine del pubblico in attesa ). E poi: forse i dirigenti non hanno previsto questo potenziale aumento di utenti (pardon clienti) prendendo provvedimenti oppure hanno le mani legate (di questi tempi di risorse umane non ce ne sono).

Alla fine con tutte queste funzioni/incarichi non si sa mai di chi è la colpa. Fatto sta che ho sentivo dire che all’uap ci sono quattro postazioni. In realtà ne vedo due. Un pò mi ricredo. Non farò alcuna lamentela. Alla fine è il mio turno. Intorno a me altri utenti chiedono di sapere chi sostituisce il funzionario responsabile del servizio assente. La mia pratica viene smarcata in un paio di minuti. Alle 10.40 esco. Ho la copia della mia sentenza…evviva!

Firmato: Un contribuente/utente/cliente

Pubblicando questa lettera non intendiamo fare di ogni erba un fascio né tantomeno affermare che quanto è succede alla Ctp sia il modo di operare della amministrazione pubblica italiana.
Crediamo tuttavia di poter affermare che l’estensore della lettera non è l’unico a lamentare questo stato di cose. Per tutti valga quanto ci ha detto un giornalista al quale stavamo raccontando la situazione: denunciare ciò che accade alla Ctp è come “sparare” sulla Croce Rossa.


Ovviamente siamo pienamente consapevoli che quanto sopraesposto sia di modesta gravità se paragonato a quanto avviene tutti i giorni dove frammistate ci sono responsabilità maggiori che un quoziente intellettivo di valutazione e un’attenzione per il prossimo, ridotti al minimo.

Poiché ci si accusa di usare il regolamento per manifestare arroganza, e mancanza di umanità (presupponendo che dietro all’arroganza si nasconda l’incompetenza. Questo è gravissimo).

Ma chi ci conosce sa bene come la pensiamo e che i regolamenti possano essere un tantino interpretati… Siamo pure italiani, cioè laureati nell’improvvisazione a fin di bene…. Non perdiamo anche questo nostro talento che ci viene universalmente riconosciuto.


Ci assumiamo la piena responsabilità di quanto raccontato, in qualsiasi sede ed a qualunque titolo, ed è altrettanto certo che siamo disponibili ad azioni che si possano intraprendere per poter aiutare la pubblica amministrazione ,e più propriamente la Ctp di Roma, ad uscire fuori da impicci come questo.

Roma, 16 marzo 2010

I Lavoratori Front-Office della Ctp di Roma

Richiesta Urgente di Intervento e Revoca

Al Direttore della CTP RM
Dr. Stefano Ferrari
-SEDE-
e p.c. Al Direttore della GT
Dr. Fiorenzo Sirianni
Via Flavia, 93 – 00186 Roma

e p.c. Al Medico Competente
Dott. Gianluigi Guzzini
V. S. Martino della Battaglia, 16
00186 – Roma

e p.c. Al Rappresentante dei lavoratori
per la Sicurezza –SEDE-

e p.c. Alla R.S.U –SEDE-



Oggetto: Richiesta urgente di intervento e di revoca

Questa per segnalarLe la ferma contrarietà di questa o.s. alle disposizioni ritenute “punitive” che da Lei sono state adottate nell’ultimo o.d.s. nei confronti dei lavoratori front-office firmatari dell’istanza del 25 febbraio u.s. di trasferimento ad altri servizi (allegato 00). E’ necessario qui ricordarLe che le precedenti e numerose richieste di intervento (veggasi allegati 01-14), rivolte dagli addetti al f.o. e da questa o.s. sia alla Sua persona che all’Amministrazione e al Medico competente, formulate sulla condizione di sofferenza dei servizi front-line dell’ufficio che sta minando seriamente la salute e la sicurezza degli stessi lavoratori, non hanno mai avuto il benché minimo riscontro.
Nonostante siano state più volte richieste, nessuno degli interlocutori, Lei compreso, ha mai ritenuto di assumere opportune ed urgenti determinazioni rispetto alla situazione di pericolo dovuta ai carichi di lavoro eccessivi che a sommesso avviso di questa o.s., in quanto confortata dalle disposizioni sulla salute e sicurezza dei lavoratori, sono indilazionabili. Evidentemente ciò rischia di legittimare agli occhi dei dipendenti che la sicurezza e la protezione della salute non sono integrate nei principi guida dell’Amministrazione, della Sua direzione e dei compiti specifici del Medico Competente.
Questa o.s. Le significa inoltre che tale limitazione dovuta ad assenza di iniziative concrete sui problemi evidenziati, è stata rilevata dai lavoratori non solo in tale occasione, ma anche riguardo alle richieste sull’evidente mancato rispetto delle norme contrattuali, della funzione e dei diritti del sindacato che anche RSU e oo.ss. hanno più volte sottoposto alla Sua attenzione.
Una situazione di fatto che non è certo propedeutica alla ricomposizione di corretti rapporti e che ha ingenerato tra i lavoratori front-line, abbandonati a se stessi, ulteriori difficoltà e malumori. E’ appena il caso di evidenziare come la richiesta dei lavoratori f.o. di trasferimento ad altri servizi, che contiene un messaggio di aiuto intrinseco, sia stata invero dettata dall’“extrema ratio” di un’autodifesa della propria incolumità sottoposta al pericolo immanente di un’inaccettabile violazione e di un danno irreversibile per la propria salute.
L’accoglimento, all’interno delle disposizioni del nuovo o.d.s., della richiesta di trasferimento ad altro servizio dei firmatari dell’istanza, non può essere spacciata come gesto di magnanimità né come misura di protezione per i lavoratori f.o. esposti al pericolo ( tanto più che sono stati sostituiti da altrettante unità a correre il medesimo rischio che, nonostante la moina dello spostamento, permane incontrollato ai danni dei nuovi malcapitati senza che qualcuno sia intervenuto in qualche modo per la sua riduzione).
Piuttosto non possono non essere taciuti né il controsenso quanto il carattere di illogicità della disposizione dove la stessa va ad assumere una connotazione sottilmente punitiva mentre sarebbe necessaria maggior fermezza e maggiore celerità nel rilevare sistematicamente i fattori patogeni pianificando misure organizzative interne ai servizi f.o. (cicli di lavoro, orari di lavoro, regolamento delle pause, ecc) e generali (ridistribuzione del personale tra i servizi, soppressione/sospensione di quelli a carattere sperimentale e/o innovativo che impegnino risorse, e dei progetti non finalizzati alla sicurezza ecc ) per evitare inutili ritmi di lavoro serrati ai servizi in sott’organico, quali quelli al pubblico, e uno stress nocivo ai relativi addetti.
Questa o.s. Cobas rinnova, pertanto e nuovamente, la richiesta sia di urgenti e risolutivi interventi sui problemi sopra evidenziati e sia di revoca in merito alle determinazioni adottate nell’ultimo o.d.s. a carico dei lavoratori front-office firmatari dell’istanza di trasferimento ad altri servizi,
A disposizione per eventuali chiarimenti resta in attesa.

I migliori saluti

Allegati: -00)Istanza di trasferimento Lavoratori Uap del 25.02.10
-01)Comunicato Cobas Ctp RM del 27.02.09;
-02)Comunicato Cobas Ctp RM del 20.03.09;
-03)Comunicato Cobas Ctp RM del 29.03.09;
-04)Segnalazione Cobas Ctp RM del 07.09.09;
-05)Comunicato Cobas Ctp RM del 17.09.09;
-06)Messaggio e-mail Cobas Ctp RM del 22.01.10;
-07)Lettera Cobas Ctp RM del 28.01.10;
-08)Lettera Lavoratori F.O. Ctp Rm del 22.02.10;
-09)Comunicato Lavoratori F.O. Ctp RM del 01.03.10;
-10)Comunicato Cobas Ctp RM del 03.03.10;
-11)Richiesta Cobas P.I. del 08.03.10;
-12)Lettera Cobas P.I. del 08.03.10;
-13)Messaggio e-mail Lavoratori F.O. del 15.03.10;
-14)Comunicato Lavoratori F.O. del 16.03.10.

Roma, 19.3.10

p/ COBAS P.I. FINANZE CC.TT.
Comitato di base CTP Roma

Richiesta di Personale alla DGT

Al Direttore della Giustizia Tributaria
Dr.Fiorenzo Sirianni
Via Flavia, 93 – 00187 Roma

OGGETTO: Richiesta di Personale per la Ctp di Roma

Attorno alla Ctp di Roma è divenuta esplosiva una generale sensibilità verso le problematiche legate alla sicurezza sui luoghi di lavoro, intesa sia a livello strutturale, sia appunto a livello relazionale. In primis parliamo del problema della ristrutturazione dell’immobile di Galleria Regina Margherita meritevole di un’immediata liberazione dalle pastoie burocratiche. Sarebbe utile conoscere i tratti fondamentali connotanti la prospettata futura destinazione delle Commissioni Provinciale e Regionale di Roma.
Uno dei punti salienti alla base della conflittualità generatasi nella Commissione è il degrado dell’immobile e le ripercussioni di ciò a livello di salute e sicurezza. Ma questa O.S. denuncia anche una situazione di stress forzato sul posto di lavoro, in cui i lavoratori subiscono una situazione di conflitto costante che ha come conseguenza un effetto negativo nell’ambiente lavorativo, e oltre ad essere stressante, è caratterizzata anche da una durata eccessiva e pericolosa.
A tale proposito ci limitiamo ad osservare la annosa e più che mai nota alla S.V., conclamata sofferenza della Ctp di Roma dovuta al perenne stato di “sottodimensionamento organico”. Non si tratta di mistificare in cerca di facili e ingiusti pretesti! Certamente no. Nè fare le vittime di un'allucinazione collettiva, in cerca di cuccagne. Questa O.S. ritiene di testimoniare la presenza evidente di un disagio. I lavoratori della Ctp stanno effettivamente subendo sul lavoro un trattamento ingiusto, discriminante e lesivo. I lavoratori della Ctp infatti sono oggetto di uno stress che è forzato, cioè superiore a quello normalmente richiesto dalle loro mansioni lavorative e diretto nei loro confronti in maniera discriminante: sono i lavoratori Front-Office in sostanza, sono loro su cui ricade in massima parte il trattamento illecito e dannoso.
Tale stress deriva dall'eccesso del carico lavorativo a seguito di mancanza di risorse umane oltre che da carenze relative all’organizzazione del lavoro, al sistema informativo interno, a una gestione per forza spuntata se senza personale; questo può portare nel tempo a scarsa tolleranza nei confronti dello stress e delle tensioni e a sintomi generali di insoddisfazione con elevato assenteismo per malattia.
Tale situazione sarebbe identificabile come stress occupazionale, se non fosse per il particolare, cruciale, che tale trattamento discriminante si ripercuote per lo più sui lavoratori del front-office. Il loro caso è quello di trovarsi relegati in una situazione umiliante e là per forza di cose tristemente "dimenticati", e che da tale situazione riportano pesanti conseguenze, non solo a livello professionale, ma anche di salute, di autostima, di serenità familiare, di socialità, di qualità della vita in senso lato.
Siamo partiti dunque da questa realtà che si manifestava chiaramente davanti a noi capace per altro di causare gli stessi devastanti effetti sui lavoratori, sull'ufficio come ricaduta, sull’utenza inferocita dal disservizio. Assumendosi questa O.S il ruolo cruciale di salvaguardare i lavoratori da un danno esistenziale specifico, legato al decadimento della qualità di vita, a cui possono aggiungersi altri tipi di danno come quello biologico, qualora dalla situazione ne risulti compromessa la loro salute psicofisica nel caso in cui l’eccessivo carico di lavoro subito abbia avuto effetti deleteri in questo senso,

• Viste le numerose richieste di personale inviate dal Direttore della Ctp a questa Direzione DGT, rimaste insolute;
• Considerato che le agitazioni dei lavoratori, supportati anche da rsu e sindacati sui medesimi termini della questione, stanno raggiungendo una fase acuta e un atteggiamento apertamente conflittuale;
• Ritenuto che la misura di prevenzione, quale la mobilità interna del personale atta a riequilibrare l’organico e pertanto i carichi di lavoro dei vari settori, sollecitata dai lavoratori Front-Office e da questa O.S. Cobas P.I., se attivata da questa Direzione, non possa comunque considerarsi che una misura dovuta si ma efficace solo a breve termine,

questa O.S. crede sia necessario richiamare l’attenzione della S.V. perchè proceda all’assegnazione del personale richiesto, così da debellare possibili trasformazioni della situazione di sottodimensionamento organico non sanato in comportamenti mobbizzanti intervenendo prima dell'aggravamento dei comportamenti stessi e della comparsa degli effetti sulla salute dei lavoratori.

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Per opportuna conoscenza, si riporta a questo proposito la normativa vigente per la tutela del lavoratore di fronte a quanto possa aggredire e turbare la sua personalità morale:
La Costituzione: (art. 32) la salute è un diritto dell’individuo e della collettività, (art. 41) l’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
Il Codice Civile: (art. 2087), sulla tutela delle condizioni di lavoro. Richiama l’imprenditore “…ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.
Il Codice penale, prevede sanzioni specifiche in caso di omissione dolosa (art. 437) e colposa (art. 451) di cautele contro gli infortuni sul lavoro; inoltre denuncia per “lesioni personali”, punisce con la reclusione da tre mesi a tre anni “chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattiva nel corpo o nella mente” (art. 583) e punisce con l’arresto fino a sei mesi di reclusione chiunque “reca molestie o disturbo” a qualcuno (art. 660).
Il D.Lgs. 81/80 riguardante il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro: definisce che il datore di lavoro, nell’affidare i compiti ai lavoratori, deve tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza.

Roma, 8 marzo 2010

p/ Esecutivo Cobas Pubblico Impiego
Alessandro Giannelli

Al Direttore Dott. Stefano Ferrari

Commissione Tributaria Provinciale di Roma

Sede

Oggetto: Situazione lavorativa del Front Office presso la Commissione Tributaria Provinciale di Roma.

La scrivente organizzazione sindacale Cobas Pubblico Impiego, denuncia la situazione lavorativa presso la Commissione Tributaria Provinciale di Roma del personale addetto al pubblico (Front Office, Uap, Visura atti).

Personale da tempo sottoposto a turni al pubblico e carichi di lavoro massacranti, ubicato in locali degradati ove le condizioni minime di “vivibilità” lavorativa risultano precarie, senza poter usufruire delle pause per il lavoro ai video terminali (vedi D.Lgs.81/08), per di più in un’assoluta carenza d’organico che potrebbe essere affrontata e quantomeno tamponata con un’omogenea distribuzione dei lavoratori tra i vari servizi dell’ufficio. Insomma si potrebbe sopperire alle carenze d’organico del Front Office col personale addetto ad altre funzioni e in altri settori dell’ufficio.

Queste difficoltà lavorative si ripercuotono inevitabilmente sull’utenza costringendo i cittadini a interminabili file e si registrano diversi e spiacevoli episodi di intolleranza verso i lavoratori e quotidiani momenti di conflitto.

Di fronte a questa situazione ormai degenerata lamentiamo ancora una volta l’assenza della Direzione ad affrontare positivamente i problemi dei lavoratori e a dar seguito alle loro richieste ed esigenze.

Per questi motivi sollecitiamo la S.V. ad impegnarsi per un’immediata soluzione delle problematiche dei lavoratori della Commissione Tributaria Provinciale e a ripristinare momenti di confronto e di condivisione col personale del Front Office, con la RSU locale e con la struttura aziendale dei Cobas Pubblico Impiego, con cui invece continuano a verificarsi episodi di intolleranza. In mancanza di una ricomposizione dei rapporti ci troveremo costretti ad attivare opportune e adeguate forme di agitazione sindacale.

Distinti saluti

Roma, 08-03-10

C'è rischio di stress o no nella CTP di Roma?

MALGRADO LE MOLTEPLICI RICHIESTE SULLA NECESSITÀ DI UN RIEQUILIBRIO dei carichi di lavoro tra i vari servizi e line dell’ufficio, la soluzione scivola sconsolatamente sempre più in la nel tempo dell’oblio.
Nel frattempo l’ufficio e nella specie il front-office, in perenne carenza di personale, è lasciato a se stesso (o semmai supportato all’occorrenza in modo casuale e discontinuo) ed esposto, senza alcun tipo di vigilanza, alle rimostranze di un pubblico particolarmente numeroso e spazientito dalle inevitabili attese.

Questa O.S.,
- per la salute e la sicurezza dei lavoratori del front-office, minata dallo stress continuo dovuto alla pressione di un carico di lavoro eccessivo;
- a tutela della loro incolumità fisica in quanto anche se non responsabili, sono tuttavia direttamente esposti senza protezione alle intemperanze di un pubblico in estenuante attesa;
- per disparità contrattuali che li vedono penalizzati nella distribuzione di carichi di lavoro maggiori rispetto ai lavoratori degli altri servizi o line;
- per l’incoerenza dell’organizzazione del lavoro dove il front-office, icona dell’ufficio che meriterebbe maggiore considerazione, è divenuto invece ricettacolo di tutte le anomalie mutuate dal malfunzionamento degli altri servizi,

CHIEDE

• a questa Direzione di aprire rapidamente il confronto sui carichi di lavoro e sulla riorganizzazione generale dei servizi dell’ufficio, che finora è mancato, a dimostrazione del metodo occasionale con il quale si è finora inteso procedere;
• al Medico Competente con il Direttore/Datore di Lavoro e con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione di portare il proprio contributo nel riconoscere precocemente e nel contrastare i comportamenti persecutori sul luogo di lavoro procedendo alla valutazione qualitativa del rischio di mobbing nell’ ambiente di lavoro allo scopo di identificare le azioni mobbizzanti, in modo che il Datore di Lavoro possa intervenire prima dell'aggravamento dei comportamenti e predisporre le misure di prevenzione a tutela della salute e dell'integrità psico-fisica dei lavoratori del front-office e dell’ufficio;
• alla Direzione di adottare le misure di prevenzione con lo scopo principale di instaurare una cultura aziendale caratterizzata da una linea di condotta della direzione stessa e dei dipendenti basata sul reciproco rispetto, sulla promozione di un ambiente socievole e sull'interesse comune, requisiti indispensabili per prevenire la comparsa di comportamenti vessatori e di terrorismo psicologico e anche per garantire la buona produttività dell’ufficio;
• al Datore di Lavoro di informare ed educare i lavoratori sui rischi connessi all'attività dell’ufficio; nel caso specifico del mobbing, una corretta informazione sulle caratteristiche del fenomeno e le conseguenze (mediche, economiche, professionali e legali) per le vittime e i responsabili;
• alla Direzione di verifìcare l'adeguatezza delle misure di prevenzione adottate, soprattutto a livello di organizzazione aziendale, monitorando nel tempo il rischio attraverso somministrazioni periodiche.
• al proprio Studio Legale ad attivarsi per avviare una procedura di mobbing per carico di lavoro eccessivo a sostegno dei lavoratori del front-office che invita ad esprimere tutto il loro dissenso con una mobilitazione generale ed in caso di diniego con ulteriori misure contro una gestione che preclude ai lavoratori e ai cittadini diritti fondamentali.



Roma, 3 marzo 2010

p/ Cobas P.I. – Finanze CC.TT.
Comitato di Base Ctp Roma